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Albanesi in Italia

Gli albanesi che vivono e lavorano stabilmente in Italia sono oggi più di 500.000. Diffusi su tutto il territorio nazionale, la loro presenza è particolarmente significativa nel Nord Ovest, dove vive circa due terzi della comunità.

Quella albanese costituisce non solo la seconda comunità straniera più numerosa in Italia, ma anche una delle meglio integrate. Il loro insediamento nella società italiana è caratterizzato da nuclei famigliari stabili, una sostanziale equivalenza tra maschi e femmine, la prevalenza dei coniugati, l’elevato numero di minori, dei quali molti di  seconda generazione, ed il consistente numero degli studenti albanesi iscritti presso le università italiane per il conseguimento della laurea.

La vicinanza geografica con l’Albania e la relativa facilità negli spostamenti consentono alla comunità di mantenere vivi e attivi i legami con il paese d’origine e l’identità linguistico-culturale, facilitando nel contempo la creazione ed il rafforzamento delle relazioni economiche, sociali e culturali.   

Il fenomeno migratorio dall’Albania è recente. Nel 1990, circa un anno dopo la caduta del muro di Berlino, crollò anche il regime comunista in Albania causando una forte e profonda crisi politica ed economica. Rimasta senza lavoro e soprattutto senza prospettive chiare per il futuro, al capolinea di un periodo buio e difficile durato mezzo secolo, buona parte della popolazione albanese dovette scegliere, per sopravvivere, la via dell’immigrazione.

La prima, grande ondata migratoria verso l’Italia si verificò nel 1991. Nel mese di marzo di quel anno, più di 25.000 persone approdarono su navi stracolme al porto di Brindisi. L’esodo si ripete nell’agosto dello stesso anno, quando altri 20.000 albanesi arrivano sempre via mare al porto di Bari. In Italia, nel frattempo, la solidarietà e l’accoglienza iniziali, legate alla soddisfazione per la caduta del regime comunista hanno lasciato il posto alla paura di un’invasione. I disperati approdati al porto pugliese vengono rimpatriati forzatamente attraverso un ponte aereo, dopo essere rimasti per giorni rinchiusi allo stadio della città.

Le difficoltà legate alle trasformazioni politiche ed economiche hanno determinato per tutti gli anni ‘90 la continuazione del processo di immigrazione verso l’Italia. Due momenti in particolare, la crisi delle piramidi finanziarie (1997) e la guerra del Kosovo (1999) hanno determinato altrettante ondate migratorie di massa.  Alla fine degli anni ’90 e l’inizio del 2000 si stima che il numero degli albanesi in Italia abbia superato le 250 mila persone. Complessivamente, secondo stime, il numero degli albanesi emigrati verso l’Europa Occidentale e gli USA è di circa 1,1 milioni di persone, su una popolazione totale di circa 3 milioni, causando così un profondo impoverimento di molte aree del Paese e una consistente fuga di cervelli.

Negli anni ‘2000, le migrazioni albanesi in Italia, sempre più nella forma dei ricongiungimenti famigliari, sono continuate senza i picchi e le caratteristiche precarie del passato e la comunità albanese, pur lontana dal aumento conosciuto dalla collettività romena, ha superato in questo periodo il raddoppio.

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