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La letteratura albanese presentata a Milano

Domenica 24 settembre 2017, alle ore 21, la Cox18 - Libreria Calusca di Via Conchetta 18, a Milano propone l’incontro UN PAESE FATTO DI LIBRI - Viaggio nell’Albania letteraria di oggi, con il prof. MAURO GERACI, antropologo culturale dell’Università degli Studi di Messina. Un’occasione da non perdere per conoscere meglio il ricco e variegato panorama letterario del Paese delle Acquile.

A partire da una ricerca avviata nel 2002, Mauro Geraci - antropologo culturale nell’Università degli Studi di Messina - proporrà un viaggio nel grande fermento letterario ed editoriale che, specie dal 1991, anno finale del regime comunista durato mezzo secolo, condiziona la veloce trasformazione politico-sociale dell’Albania.

 

Le continue iniziative che rendono effervescente questo panorama letterario movimentano di fatto un mare di libri, autori e autorità attraverso cui il passato albanese viene ripensato nelle sue storiche contraddizioni e riadattato alla difficile costruzione del futuro politico.

Il mare di libri che oggi condiziona la vita albanese finisce però per riproporre, nello stesso tempo, un’idea “prometeica” di storia nazionale. Quali derivazioni di un nazionalismo romantico, le stesse pratiche librarie, la “rocca illirica”, Prometeo, Scanderbeg, Kadare, Madre Teresa, i partizan e i martiri della nazione, come anche montagne, piramidi, “palazzi dei sogni”, memorie dei gulag come il teatro del sangue e delle aquile, dei ponti e del mare, riaggiornano, in un mosaico letterario e simbolico compiuto, l’Albania della vincente perdita o le metamorfosi di un albanismo per molti aspetti ancora utile all’attuale transizione.

Emblematica risulta qui la tragica vita, l’opera e l’altissimo impegno civile di Musine Kokalari, prima, grande scrittrice e poetessa albanese del Novecento perseguitata oltre ogni limite dal regime. Diffusa nei suoi intensi, partecipati racconti in cui per la prima volta solleva la “questione femminile” denunciando i drammi della società rurale albanese, lo sguardo critico, introspettivo, filosofico e antropologico di Musine Kokalari emergerà soprattutto dalla sua autobiografia giovanile, scritta nella Roma fascista, durante gli anni di studio alla Sapienza, e che solo oggi ha visto la luce.

Alla fine, in una mostra multimediale di documenti fotografici, sonori, poetico-musicali, letterari e audiovisivi, Mauro Geraci esemplificherà le principali retoriche e simbologie che, dal regime comunista, hanno segnato e tuttora segnano la rincorsa alla fatale Albania.

L’OSPITE

MAURO GERACI, Professore Associato di Etnologia presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina, è autore dei volumi Le ragioni dei cantastorie. Poesia e realtà nella cultura popolare del Sud (1997), primo studio sistematico sulle prospettive poetiche e conoscitive dei poeti-cantastorie siciliani di cui è anche attento continuatore e interprete, e de Il silenzio svelato. Rappresentazioni dell’assenza nella poesia popolare in Sicilia (2002). Da diversi anni ha rivolto il suo interesse antropologico all’Albania, dove la letteratura e la canzone narrativa giocano un ruolo centrale nella ridefinizione della memoria storica del Paese in rapporto alle più recenti trasformazioni politico-sociali. Da qui il suo recente studio Prometeo in Albania. Passaggi letterari e politici di un paese balcanico (2014). Con l’archivista Simonetta Ceglie ha curato le memorie giovanili di Musine Kokalari, La mia vita universitaria. Memorie di una scrittrice albanese nella Roma fascista. 1937-1941 (2016).

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