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Il Patrimonio Culturale dell'Albania - Conferenza musicale a Torino

Il Centro di Cultura Albanese in collaborazione con il Centro Studi Archeologici Herakles sono lieti di invitarvi giovedì 10 dicembre 2015, ore 19.00, alla conferenza ‘LA RIVOLUZIONE ELLENISTICA: VERSO LA GLOBALIZZAZIONE E LA SCOPERTA DELLA LAICITA’ DELL’ARTE’ dedicata alla presentazione di alcuni aspetti particolari del prezioso patrimonio storico-archeologico albanese.

L’evento sarà arricchitto dagli interventi musicali delle artiste Lindita Kopliku (pianoforte) e Giovana Guli (violino) che eseguiranno da vivo dei brani scelti di musica classisa albanese ed europea. L’incontro viene proposto in occasione della visita a Torino del Ministro della Cultura dell’Albania la dott.ssa Mirela Kumbaro che interverrà all’evento.

Relatore della conferenza sarà il dott. Sandro Caranzano, archeologo e direttore della missione archeologica italo-albanese nella necropoli reale di Selca in Albania. Modera l’evento Benko Gjata, giornalista e presidente del Centro di Cultura Albanese.

La conferenza viene proposta nella suggestiva sala incontri della Villa della Tesoriera, in Corso Francia 186, Torino (Tel. 011.011.38.350). L’ingresso è libero e gratuito fino ad esaurimento posti.

Quali sono stati i contributi dell’ellenismo alla formazione della civiltà in cui viviamo e come può l’archeologia confermare il quadro espresso dalle fonti letterarie dell’antichità? La conferenza prende spunto da alcune osservazioni e riflessioni effettuate presso la necropoli rupestre di Selca (Albania) ed altri importanti monumenti greco-romani della regione balcanica per riflettere sulla straordinaria trasformazione culturale che ha coinvolto il Mediterraneo nel periodo immediatamente successivo alla grande impresa di Persia (IV-II sec a.C.).

Legato in modo indissolubile ai tabù e alle convenzioni sottese alla venerazione degli dei (che hanno spinto l’uomo, per millenni, ad investire energia e risorse quasi esclusivamente verso la costruzione di templi), a partire dall’ellenismo il mondo antico va incontro ad una trasformazione che lo rende più “moderno” e vicino a noi.

Le forme di espressione architettonica, scultorea ed artistica si laicizzano e nasce il gusto per l’arte fine a se stessa, destinata al piacere dell’uomo e alla sua edificazione personale. Ricchi e raffinati aristocratici danno vita a gallerie di quadri e sculture destinate al godimento privato, mentre gli studi di aritmetica, geometria, pneumatica e termodinamica avviati nel periodo classico trovano applicazione nelle prime vere e proprie realizzazioni tecnologiche dell’antichità (orologi meccanici anaforici, primitive macchine a vapore, sofisticati strumenti di misurazione, αὐτόματα etc).

In questo quadro di curiosità culturale e di scambio di beni e pensieri a lunga distanza, anche la cultura è soggetta ad una sorta di globalizzazione: amplificatesi le possibilità di viaggio e di esplorazione, moduli architettonici, elementi decorativi e trovate urbanistiche si diffondono su ampio raggio, abbattendo barriere antichissime e facendo sì che popoli con radicate e profonde differenze culturali possano edificare monumenti apparentemente simili: dal famoso mausoleo del satrapo Mausolo di Caria, alle tombe della Valle del Cedron a Gerusalemme, per continuare con le celebri tombe macedoni di Verghina e giungere, per l’appunto, alle tombe monumentali di Selca.

L’arte ellenistica favorisce l’interpretazione di moduli di grande impatto visuale ed emotivo in completa libertà, permettendo l’espressione di particolarità locali con un linguaggio comprensibile a tutti; la spregiudicatezza di tale temperie culturale conduce, in breve tempo, a sperimentazioni quanto mai “spericolate” che daranno luogo a soluzioni barocche.

Durante le nostre ricognizioni e lo studio del patrimonio culturale albanese ci siamo frequentemente imbattuti in edifici di questo tipo, primo fra tutti quello oggetto di scavo da parte della nostra missione archeologica. L’antica popolazione degli Illiri, - talora strettamente imparentata con la dinastia macedone, talora in aspro conflitto con i Greci per il controllo politico della regione a cavallo tra i Balcani e l’Epiro - con l’erezione di tali edifici monumentali sembra manifestare platealmente il proprio completo inserimento nella grande koiné culturale dell’epoca.

Nonostante ciò, le tombe rupestri della valle dello Skumbin presentano soluzioni e tipologie strettamente collegate ad attività cultuali e cerimoniali per noi è ancora in gran parte avvolte nel mistero.

L’incontro è dunque un’occasione per riflettere su questo particolare momento della storia della grecità (e dell’umanità), ed un’occasione per osservare con occhi diversi alcuni monumenti appartenenti al patrimonio culturale della moderna Albania.

La rivoluzione ellenistica avviatasi nel IV secolo d.C. ed ereditata dalla civiltà romana è un tema stimolante e dibattuto, soprattutto considerando che ha posto le basi per lo sviluppo della civiltà moderna.

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