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ANILDA IBRAHIMI PREzanton n

La scrittrice Anilda Ibrahimi ha presentato venerdì 5 ottobre 2012 a Milano il suo nuovo romanzo “Non c’è dolcezza” (Einaudi, 2012). L’incontro, dove hanno partecipato decine di lettori milanesi si è svolto presso la Sala del Grecchetto di Palazzo “Sormani”, sede dell’omonima Biblioteca. Oltre all’autrice sono intervenuti Gjon Coba, console della Repubblica d'Albania a Milano, Silvio Ziliotto, ACLI/IPSIA, Mirela Gjyshja, Presidente Illyricum e Vasenka Rangu per il Centro di Cultura Albanese. Nel corso della serata, la lettura di brani scelti dal libro è stata intervallata da un accompagnamento musicale eseguito dal vivo dal pianista Kol Laca.

 

L’evento, organizzato dal Centro di Cultura Albanese in collaborazione con Illyricum, la Biblioteca Sormani & la casa editrice Einaudi, è stato realizzato con il patrocinio del Consolato Generale della Repubblica d’Albania a Milano e con il sostegno del Comune di Milano, nell'ambito della SETTIMANA DELLA CULTURA ALBANESE.

L’incontro con la scrittrice Anilda Ibrahimi apre il ciclo di eventi proposto dal Centro di Cultura Albanese nel Nord Italia per celebrare il centesimo anniversario dell’indipendenza dell’Albania.

Anilda Ibrahimi

Anilda Ibrahimi è nata a Valona nel 1972. Ha studiato letteratura a Tirana. Nel 1994 ha lasciato l'Albania, trasferendosi prima in Svizzera e poi, dal 1997, in Italia. Il suo primo romanzo Rosso come una sposa è uscito presso Einaudi nel 2008 e ha vinto i premi Edoardo Kihlgren - Città di Milano, Corrado Alvaro, Città di Penne, Giuseppe Antonio Arena. Per Einaudi ha pubblicato anche il suo secondo romanzo L'amore e gli stracci del tempo (2009 e 2011, di cui sono stati opzionati i diritti cinematografici, premio Paralup della Fondazione Nuto Revelli). I suoi romanzi sono tradotti in sei Paesi). Nel 2012 ha pubblicato, sempre per Einaudi, Non c'è dolcezza.

Non c'è dolcezza

Affabulatrice naturale, Anilda Ibrahimi orchestra una trama avvincente con la leggerezza e la cruda ironia che la contraddistinguono. Sullo sfondo, l'Albania travolta dai cambiamenti sociopolitici che ci ha conquistati in Rosso come una sposa. Ma si tratta in realtà di una storia dal respiro universale, senza tempo, che attraverso personaggi quasi archetipici, tragici in senso classico, smuove le nostre emozioni e ci interroga sui temi che ci appassionano da sempre: l'identità, i legami famigliari - quelli di sangue e quelli acquisiti - e l'esistenza di quel destino «che ci portiamo addosso insieme al nostro respiro».

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