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I ragazzi di Via Egnatia

La via Egnatia, per millenni, è stata la più importante arteria di comunicazione tra Occidente e Oriente

. Lungo questa strada - costruita nel 146 avanti Cristo su ordine di Gaio Ignazio, proconsole di Macedonia, da cui prende il nome - sono passati, nel corso dei secoli, soldati e mercanti, crociati e avventurieri, poeti e pittori che viaggiarono verso e dall’est. La via Egnatia però, da Durazzo in Albania sino al Mar Nero, è stata soprattutto un grande mezzo di comunicazione sociale contribuendo a far crescere la conoscenza tra genti diverse.

Quella strada è diventata lo spunto per ‘I ragazzi della via Egnatia’ progetto finanziato dalla Compagnia di San Paolo e sostenuto dall’assessorato all’Integrazione nell’ambito del progetto ‘Immigrati nuovi cittadini. Dedicato agli immigrati albanesi di seconda generazione, il progetto si rivolgeva a giovani che non conoscevano il loro passato storico, le tradizioni e la cultura millenaria della loro terra d’origine e neppure il grande potenziale di sviluppo che l’Albania possiede oggi.

Riconoscersi, conoscersi, conoscere e far conoscere: sono i passaggi affrontati dal gruppo di dieci ragazzi tra i 18 e i 29 anni, di origine albanese e italiana, residenti a Torino, scelti per il progetto svolto nel 2008-2009  L’obiettivo era quello di fare in modo che dalla conoscenza della propria terra d’origine, e dal conseguente arricchimento personale e professionale, potessero derivare nuove e innovative opportunità occupazionali.

Nel mese di agosto del 2008 il gruppo ha visitato l’Albania: è stato un viaggio a ritroso nel passato, ma soprattutto un’opportunità per scoprire le potenzialità turistiche del paese balcanico.

La via Egnatia potrebbe diventare, attraverso la leva del turismo e come nei secoli passati, un mezzo di comunicazione sociale, culturale e economico e favorire l’intensificarsi degli scambi tra l’Italia e l’Albania, paese ancora al di fuori dei circuiti internazionali del turismo che conta, eppure già meta desiderata dai turisti di tutto il mondo, per qualcuno la nuova Croazia. Dall’altra parte dell’Adriatico possono infatti vantare 470 chilometri di coste incontaminate, ma anche siti culturali di primo piano. Il parco nazionale di Butrint, il santuario di Apollonia, fondato nel 588 avanti Cristo; Berat, la «città dalle mille finestre», Tepelene, e la sua sorgente d’acqua frizzante elogiata da Lord Byron, Argirocastro, patrimonio mondiale dell’Unesco, sono solo le più conosciute.

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